domenica 23 ottobre 2016

IL CRAS DI VALPREDINA: IMPEGNO PER LA NATURA E PER GLI ANIMALI

Il 20 agosto scorso, in occasione di una giornata dedicata allo studio delle farfalle, il Comitato Montichiari contro Green Hill si è recato presso il Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Valpredina, a Cenate Sopra (BG). La giornata di studio, per noi, è stata l'occasione per donare un piccolo, ma sincero contributo, frutto delle offerte che raccogliamo con i nostri tavoli informativi, a chi fa tanto per gli animali selvatici, impegnandosi giorno e notte per curarli, assisterli, nutrirli e restituirli alla loro vita libera. Ci teniamo molto a far conoscere  realtà come questa che, senza clamori, lavorano con passione e con tanta caparbietà per salvare delle piccole ma preziose vite (pipistrelli, avifauna, mammiferi, ecc), dando anche utilissimi consigli su cosa fare quando si trova un animale selvatico ferito o in difficoltà.
Se volete conoscere meglio questo importante centro, vi invitiamo a visitarlo e a dare un aiuto.

Qui trovate tutte le info necessarie: http://www.oasivalpredina.it/C.R.A.S..html
Qui la pagina FB: https://www.facebook.com/OasiValpredina









COMUNICATO

il 19 ottobre scorso, il Comandante della Guardia Forestale di Vobarno (BS), Cesare Scatamacchia, è stato oggetto di una minaccia inquietante: ignoti gli hanno recapitato una testa mozzata di pecora accompagnata da un avvertimento in stile mafioso.
Il Comitato Montichiari contro Green Hill condanna fermamente questo gesto vile ed esprime la massima solidarietà a chi si impegna con professionalità e con determinazione in difesa dell'ambiente e degli animali.


Di seguito, la notizia integrale:

Avvertimento mafioso
di Ubaldo Vallini
Una testa mozzata di pecora e una minaccia inquietante indirizzata al comandante vobarnese della Forestale. Siamo a Vobarno e sembra di essere nella Palermo di qualche anno fa


Una testa di pecora mozzata e sopra un lenzuolo a mo’ di striscione con scritto: «Farai la stessa fine, Cesare».
E’ l’inquietante avvertimento di stampo mafioso apparso nei giorni scorsi lungo la strada che salendo da Vobarno prima affianca il torrente Agna, si arrampica verso Eno e poi raggiunge il Cavallino della Fobbia.

Il ritrovamento è avvenuto fra gli abitati di Degagna e di Eno, entrambe frazioni vobarnesi, martedì 12 ottobre di buon mattino.
A fare la macabra scoperta uno degli abitanti, che poi ha avvisato tutti quanti.

«Si tratta chiaramente di una minaccia, una vicenda che ha dell’incredibile, non credo sia mai successo da queste parti e rifiuto l’idea che questo sia il modo con cui si comporta la nostra gente» è il commento del sindaco vobarnese Beppe Lancini, che aggiunge: «Davvero però ne so poco e solo per sentito dire».

A distanza di una settimana non ne parla volentieri nessuno nella valle dell’Agna: i carabinieri vobarnesi sono intervenuti in un primo momento, poi hanno lasciato campo libero agli uomini del Corpo Forestale dello Stato che ancora stanno indagando, anche se in collaborazione con le altre forze di polizia.

Il perché ad occuparsene siano soprattutto i forestali è presto detto: il “Cesare” oggetto di questa assurda intimidazione sarebbe proprio il comandante dei forestali della stazione di Vobarno, Cesare Scatamacchia.
Lui conferma di sentirsi nel mirino e dice anche di non esserne per nulla preoccupato: «Capita che qualcuno possa avere da ridire sul nostro operato, in fin dei conti fa parte del mestiere» ci dice, chiudendosi poi in un assoluto riserbo: «Se volete sapere altro chiamate il comandante a Brescia.

«E’ una minaccia da non sottovalutare e anche su questo terreno ci muoveremo con attenzione – ci ha detto il comandate provinciale Pier Edoardo Mulattiero -. Certo quest’episodio, per quanto inquietante possa essere, non ci distoglie dal fare il nostro lavoro».

Una linea  di comportamento, quella dei forestali, che gli abitanti di Degagna hanno potuto constatare direttamente, con l’intensificazione dei controlli per tutta la scorsa settimana.
Se qualcuno pensava di moderare il contrasto all’illegalità, insomma, ha avuto adeguata risposta.

I valligiani non ci stanno però ad essere considerati succursale mafiosa: «Vero è che il comandante Scatamacchia è scrupoloso e pignolo, a volte fin troppo – ci dicono -, però quest’affronto è davvero fuori luogo».

E qualcuno aggiunge, visto che di pecore da quelle parti non ne mancano: «Non mi stupirei se i “mafiosi” fossero venuti da fuori, magari per essere certi di poter agire indisturbati da un’altra parte». Bracconaggio, reati ambientali, abusivismo edilizio... sono davvero tante le inchieste avviate in tutta la Valle Sabbia dagli uomini al comando di Cesare Scatamacchia.

Non sarà facile individuare chi ha tagliato la testa a quella pecora.

sabato 22 ottobre 2016

TRITACARNE, IL LIBRO DI GIULIA INNOCENZI - IERI A BRESCIA

Grande partecipazione ieri sera a Brescia all’incontro con Giulia Innocenzi, autrice del libro “Tritacarne”. Edito da Rizzoli e in tutte le librerie dal 20 ottobre, questo libro è frutto di oltre un anno di inchiesta sugli allevamenti intensivi e svela come vengono prodotti la carne e il formaggio in Italia.
La data non era stata scelta a caso: proprio ieri  doveva esser pronunciata la sentenza di primo grado sul "macello degli orrori" Italcarni, ma è stata rinviata perché il giudice ha chiesto di acquisire nuovi elementi (tra cui il video). Giulia Innocenzi ha fatto rivelazioni scottanti sull'Asl di Brescia finora mai rese pubbliche. Con lei erano presenti anche il parlamentare Claudio Cominardi - M5S che con i suoi interventi alla Camera ha aiutato a far diventare il "macello degli orrori" un caso nazionale, e il consigliere regionale Giampietro Maccabiani, da tempo impegnato sull'ASL di Brescia.
Ora attendiamo la sentenza e con essa, ci auguriamo, la Giustizia.

LA VICENDA

Vi ricordate la vicenda del macello degli orrori? Vi proponiamo il punto della situazione a cura della LAC – sez Brescia

“L’inchiesta è nata da una denuncia della veterinaria ATS Erika Vergerio, gravemente ostacolata perchè cercava di applicare le norme sanitarie. Il 7 ottobre 2015, la procura di Brescia chiese ed ottenne il sequestro del macello Italcarni di Ghedi (BS) per i reati di maltrattamento animale, adulterazione di alimenti, frode nell’esercizio del commercio, falso in atto pubblico e smaltimento illecito di rifiuti.Le sei persone indagate: il titolare dell’azienda Federico Osio che ha chiesto di patteggiare una pena di 2 anni e 2 mesi, i suoi fedeli collaboratori che hanno avanzato richiesta di pena inferiore ai 2 anni e i due veterinari Mario Pavesi e Gian Antonio Barbi dell ATS della Bassa Bresciana, che si occupavano del monitoraggio “ufficiale” del buon funzionamento della Italcarni accusati di chiudere gli occhi di fronte alle irregolarità.
Durante l’indagine è stata confermata l’ipotesi che molti animali arrivassero ai cancelli dello stabilimento già morti, confermati i maltrattamenti subiti dai bovini, gli esami effettuati sulle carni rilevarono valori batteriologici 50 volte superiori al consentito dovuti alle ferite inferte e poi infettate. I maltrattamenti sui bovini erano d’abitudine in quel macello: bovini agonizzanti trascinati sul pavimento, agganciati a delle catene, presi a bastonate per farli entrare all’interno del macello, pungolati, addirittura sollevati di peso con i bracci meccanici di muletti, infilzati in un bagno di sangue. Tutto documentato da immagini di telecamere installate  dalla procura durante le indagini e poi diffuse su internet da Giulia Innocenzi, giornalista che ha condotto inchieste sui vari allevamenti di animali “da reddito”. Immagini rivoltanti e chiare su quello che accadeva nel macello di Ghedi.
Ambrogio Cassiani, il PM dell’accusa, ha fino ad ora condotto egregiamente questa indagine e processo, dove è emerso che Mario Pavesi, uno dei veterinari che ha omesso le dovute visite ante mortem e post mortem, ha lasciato la piena disponibilità del bollo sanitario al titolare dell’azienda e ha assistito e mai impedito i gravi maltrattamenti sugli animali, mentre dall’inchiesta della giornalista Giulia Innocenzi si è saputo che Mario Pavesi non ha avuto nessun provvedimento disciplinare dall’ATS ma è stato semplicemente spostato in un altro macello a continuare la sua opera e che la Direzione Generale ATS di Brescia, che ha poteri e responsabilità sopra ogni suo dipendente, non ha mai preso o disposto provvedimenti seri verso i veterinari coinvolti in questa grave vicenda.
La giornalista ha rivelato che il direttore dell’ATS  della Bassa Bresciana ha emesso il provvedimento disciplinare per la Dott.ssa Erika Vergerio, la veterinaria che ha denunciato le gravi irregolarità  agendo secondo suo dovere, motivando tale provvedimento per un presunto danno arrecato all’immagine di ATS.
Mario Pavesi era già stato indagato in altre vicende giudiziarie e nonostante tutto, era stato nominato vicedirettore del distretto di Leno, dove ha poi operato nei modi sentiti al processo e visti nell’inchiesta di Giulia Innocenzi e per il quale ha affrontato il processo a Brescia. La LAC che si è costituita parte civile, ringrazia la procura di Brescia per impegno e auspica che ora le autorità preposte chiedano conto al Direttore Generale dell’ATS, per l’ operato fino ad ora svolto. Resta il problema di come vengono trattati gli animali allevati per la loro carne, una vita la loro, fatta di reclusione e sofferenza, che finisce in un macello che potrebbe essere uguale a quello di Italcarni.
Viene da chiedersi quanto siamo disposti a tollerare, quanta sofferenza vogliamo ancora infliggere, per nostre scelte egoistiche, dettate da interessi economici e da cosa mettiamo nel piatto.”
LAC Lega Abolizione Caccia Sezione di Brescia LAC – Lega Abolizione Caccia

IL PRESIDIO DAVANTI ALL’ASL:
Un anno fa il 17.10.2015, il Comitato Montichiari contro Green Hill organizzava un presidio davanti all'ASL di Brescia per protestare contro il macello di Ghedi (BS). Eravamo e siamo consapevoli che tutti i macelli sono luoghi di orrore e di tortura ma abbiamo voluto accendere un riflettore su questo perchè le persone si rendessero conto che l'orrore non è lontano da noi e impregna le nostre esistenze. Per noi è importante esserci, manifestare per chi non ha voce, per gli ultimi tra gli ultimi: gli animali. Per noi gli animali sono il fine, non il mezzo.



Link di approfondimento (in progressivo aggiornamento):










domenica 18 settembre 2016

SALO' - FESTA DELLE 100 ASSOCIAZIONI 2016

SALO' - FESTA DELLE 100 ASSOCIAZIONI 2016
Anche quest'anno il Comitato Montichiari contro Green Hill era presente a questa importante rassegna che si svolge sul lungo lago di Salò (BS). Una vetrina prestigiosa per proporre il tema della lotta alla vivisezione e della tutela dei diritti degli animali. Ringraziamo l'Amministrazione di Salò che gentilmente ci ospita da diverse edizioni. E' stata un'occasione per parlare con persone che, magari per la prima volta, si avvicinano a certi temi con serenità e cercando di trasmettere messaggi semplici e chiari, senza forzature e con umiltà. Abbiamo distribuito gratuitamente e molto volentieri depliants e pieghevoli e, perchè no, anche alcuni ricettari per chi vuole cimentarsi nella cucina vegana ma teme sia difficile o costoso. Il Cambiamento si avverte ormai nell'aria e noi siamo lieti di poter, nel nostro piccolo, sensibilizzare e dare alle persone gli strumenti per ragionare con la propria testa. Per il bene degli animali, anche umani, e dell'ambiente.
"Il nostro prossimo è tutto ciò che vive." (Gandhi)







mercoledì 14 settembre 2016

SALO' - FESTA DELLE 100 ASSOCIAZIONI 2016

SALO' - FESTA DELLE 100 ASSOCIAZIONI 2016
Anche quest'anno il Comitato Montichiari contro Green Hill parteciperà a questa importante rassegna in programma domenica, 18 settembre, sul lungo lago a Salò (BS). Una vetrina prestigiosa per il tema della lotta alla vivisezione e della tutela dei diritti degli animali. Ringraziamo l'Amministrazione di Salò che gentilmente ci ospita da diverse edizioni. Vi aspettiamo al nostro gazebo per un confronto sereno e per uno scambio di idee con petizioni e materiale informativo molto interessante. 
La manifestazione inizierà alle ore 10.00 del mattino e proseguirà fino alle ore 18.00. circa Non mancate!



lunedì 22 agosto 2016

LoV - Life on Vegan - Festival Vegano Mantovano domenica 4 settembre 2016

Domenica 4 settembre a alle Grazie di Curtatone (MN) - dalle ore 10.00 - si svolgerà il LoV - Life on Vegan - Festival Vegano Mantovano, con un programma ricco ed interessante.

Il Comitato Montichiari contro Green Hill sarà presente con un tavolo informativo sui diritti degli animali, troppo spesso oggetto di sfruttamento da parte dell'Uomo (circhi, pellicce, vivisezione, zoo, allevamenti intensivi, caccia, pesca ecc). Gli animali non sono cose. Sono esseri senzienti proprio come noi.
Ringraziamo Cristina per l'organizzazione e per l'ospitalità.

Vi aspettiamo!

qui l'evento FB con tutte le info:

VEG FEST SABATO 3 SETTEMBRE 2016 A SAN GIACOMO PO (MN)


Sabato 3 settembre  a San Giacomo Po (MN) - dalle ore 18.00 - si svolgerà la tradizionale VEG FEST organizzata da LAV Mantova Onlus.
Il Comitato Montichiari contro Green Hill sarà presente con un tavolo informativo sui diritti degli animali, troppo spesso oggetto di sfruttamento da parte dell'Uomo (circhi, pellicce, vivisezione, zoo, allevamenti intensivi, caccia, pesca ecc). Gli animali non sono cose. Sono esseri senzienti proprio come noi.
Ringraziamo Lav Mantova per l'organizzazione e per l'ospitalità.

Vi aspettiamo!

qui l'evento FB con tutte le info: https://www.facebook.com/events/1600844190215959/



sabato 30 luglio 2016

CIRCHI CON ANIMALI TRA PUEGNAGO E SALO' - PRESTO REGOLAMENTO COMUNALE

Vi ricordate la protesta contro il circo a Salò della scorso 2 luglio? E' stata solo l'ultima in ordine cronologico di una serie di presidi e di mail alle istituzioni locali per porre fine agli attendamenti dei circhi con animali. Finalmente la minoranza di Puegnago (entro il cui territorio ricade lo spazio di solito concesso ai circhi e che confina con Salò) è riuscita, dopo mesi di dinieghi e resistenze, a portare una mozione ad hoc sull'argomento proprio nella seduta del Consiglio Comunale di 2 giorni fa. Risultato? Verrà istituita una apposita Commissione con il compito di predisporre un Regolamento sul benessere degli animali e per porre tutti i paletti e le limitazioni possibili affinchè i circhi con animali desistano dal proposito di fermarsi in zona con il loro triste e anacronistico spettacolo di schiavi. Un risultato quasi insperato che però deve dare forza ad ognuno di noi e soprattutto convincere i più scettici e "pigri" che muoversi in prima persona e metterci la faccia fa davvero la differenza!
Quindi organizzate presidi nelle vostre città quando arrivano i circhi con animali al seguito, scrivete mail di protesta ai Sindaci, alle ASL e alla Forestale chiedendo controlli severi, boicottate questi spettacoli diseducativi! Siate il Cambiamento che desiderate vedere nel Mondo!
Grazie a tutte le persone che fanno la loro parte per un mondo migliore, ogni giorno e con umiltà.


Comitato Montichiari contro Green Hill

approfondimenti:
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giovedì 21 luglio 2016

COMUNICATO STAMPA Coordinamento Associazioni Ambientaliste e Animaliste Brescia

Comunicato stampa

Il mancato soccorso e recupero della fauna selvatica nella Provincia di Brescia
Da mesi ormai continua un gioco perverso fatto di palleggi di competenze e presunti vuoti normativi a caratterizzare il nuovo e pessimo corso della gestione della fauna selvatica nel Bresciano. Sullo sfondo c’è la redistribuzione delle responsabilità - politiche e finanziarie - tra Regione ed ex provincia; un riparto che ha creato una situazione inaccettabile.
L’attività delle associazioni dovrebbe essere un valore aggiunto, un supporto a un servizio continuativo di soccorso e recupero che deve essere garantito dall’ente pubblico che invece non c’è. Le associazioni scriventi, si sono trovate e si trovano tutt’ora impotenti, senza sostegno, risorse e persone per far fronte a delle emergenze che comunque non sono di loro competenza.
Questa realtà si manifesta continuamente con inutili telefonate senza risposta al numero di reperibilità della Polizia Provinciale e con le corse in macchina dei volontari che, rubando tempo al lavoro, viaggiano da ogni angolo del Bresciano ai lontani Cras della Valpredina (Bergamo) e di Paspardo (Valcamonica).
A titolo esemplificativo in questi giorni i volontari recuperano una media di circa 25 esemplari di fauna selvatica al giorno tra cui specie particolarmente protette (Civetta, Gufo Reale, Pipistrello, ecc.), senza contare le richieste inevase poiché impossibilitati.
Lo stesso Nucleo ittico-venatorio della polizia provinciale – pagato dalla Regione- non garantisce una reperibilità. Sono molte infatti le lamentele, denunce di cittadini inferociti che non avendo punti di riferimento, si vedono costretti a dirottare le loro richieste di aiuto a volontari delle sottoscritte associazioni ambientaliste. Persino le stesse forze dell’ordine, tirate in causa dai cittadini, si rivolgono alle suddette associazioni che a loro volta si trovano con un sovraccarico di richieste di difficile gestione.
La mancanza di tale compito può configurare un interruzione di pubblico servizio e comunque un danno nei confronti del benessere e della tutela animali, in particolar modo in questa fase segnata dalla riproduzione di uccelli e mammiferi.
Si ricorda come sancito dalla legge nazione n.157 del 1992, che la fauna omeoterma è un patrimonio
indisponibile dello Stato ed è obbligatorio il rispetto del titolo, che ne prevede la tutela. Si rammenta inoltre che le funzioni di soccorso sono strettamente connesse all’attività di controllo del bracconaggio (Art. 49 legge regionale n.26 del 1993), in quanto è proprio a seguito di recupero di fauna selvatica ferita o in difficoltà che si viene a conoscenza di attività illecite (es.: presenza di pallini di piombo a seguito di indagine radiografica).
Quale tutela sussiste se non viene praticato il recupero di animali feriti o in difficoltà dagli organi preposti?
Nei giorni scorsi le associazioni scriventi si sono rivolte al Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, all’assessore regionale Giovanni Fava e al Presidente della Provincia di Brescia Pier Luigi Mottinelli chiedendo quale sia il motivo di questa grave carenza che vede la fauna selvatica unica “vittima” di questa situazione.
Brescia, 21.07.2016

Coordinamento Associazioni Ambientaliste e Animaliste Brescia:
E.N.P.A. (Ente Nazionale Protezione Animali) Sezione Brescia,
Legambiente Brescia, S.V.A. (Servizio di Vigilanza Ambientale) Legambiente Brescia,
LAC (Lega Abolizione Caccia) sezione Brescia,
LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) sezione Brescia,
O.I.P.A. Brescia (Organizzazione internazionale Protezione animali)
Comitato Montichiari contro Green Hill



lunedì 4 luglio 2016

CONSIDERAZIONI E PRECISAZIONI SULLA PROTESTA AL CIRCO DI SALO'

 Il presidio di sabato 2 luglio è stata un’ottima occasione per ribadire a chiare lettere che gli animali  sono soggetti e non oggetti e che non devono essere sfruttati nei circhi. Non importa quanto siano “tenuti bene”, le prigioni e le catene restano tali anche quando sono dorate. Ogni individuo ha diritto alla libertà e a vivere nell’habitat più adatto alle sue caratteristiche etologiche. Lo decide la Natura. L’antropocentrismo insito nell’idea di sfruttamento degli animali (dai circhi agli allevamenti) deve essere abbandonato se si vuole che la nostra società evolva eticamente. 
Il futuro del circo è questo: esercizi e numeri senza animali. L’arte circense sta in questo, non certo nel ridicolizzare e far esibire tigri, giraffe, zebre, foche ecc. Ricordiamo che, dati Eurispes 2015, il 68% degli italiani è contrario all’utilizzo di animali negli spettacoli itineranti e non. 

Ringraziamo con tutto il cuore tutte le persone che con determinazione e senso di Giustizia hanno partecipato sia al presidio sia alla protesta via mail. 

Un paio di note stonate:
L’articolo del Bresciaoggi del 03.07.2016, riporta una serie di inesattezze che esigono immediate e puntuali precisazioni:
1) Al di là del titolo eclatante, l’incontro con l’Amministrazione in realtà è stato piuttosto sterile e dispersivo. Sarebbe bastato lasciar parlare la Consigliera che da mesi chiede che venga presentata in Consiglio Comunale una apposita mozione sul tema circhi con animali anziché alzare muri e rifiutarle perfino la possibilità di leggerne il testo (poche pagine) alle persone riunite per l’occasione. Era questa la parte più importante dell’incontro, secondo noi, e, stranamente, nell’articolo, nemmeno si accenna a questa mozione, strumento politico che dà margine di azione agli Amministratori locali senza entrare in contrasto con le normative vigenti (locali e nazionali). Quanto all’affermazione, riportata nel titolo dell’articolo, per cui il Sindaco, per il futuro, intende dare sfratto al circo mediante una variante urbanistica, vedremo nei prossimi mesi che cosa accadrà, a parte il piccolo particolare che il terreno è privato e non pubblico per poterne disporre a piacimento.
2) Nell’articolo è stato scritto che il Comitato ha respinto l’opportunità “di coinvolgere la cittadinanza e farsi protagonisti di una associazione in difesa degli animali anche a Puegnago per aiutare sul territorio gli animali che hanno davvero bisogno, a cominciare da cani e gatti”. Innanzi tutto a noi non è stato proposto proprio nulla di tutto ciò. Comunque ricordiamo che di associazioni e di volontari che si occupano degli animali, anche a Puegnago, ce ne sono già e non è questo il punto, ma soprattutto ricordiamo che sarebbe compito del Comune farsi carico della cura degli animali, randagi in primis, che vivono e si trovano sul proprio territorio; quasi tutti i Comuni Italiani si sono dotati di appositi Regolamenti Comunali sul benessere animale, mostrando sensibilità. 
Ricordiamo che un Comitato spontaneo, quale è il nostro, ha per scopo principale quello di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica su tematiche concernenti i diritti degli animali. 
3) Infine, di solito, è buona regola quando si scrive un articolo, sentire  tutti i diretti interessati e non soltanto alcuni e in differita. Noi non siamo stati interpellati e per questo motivo abbiamo ritenuto doveroso fare le nostre precisazioni.

Quanto all’incontro del mattino in Municipio, indetto dal Sindaco di Puegnago (perchè il terreno occupato dal circo è sul confine con Salo' ma ricade nel territorio di Puegnago), oltre ai rappresentanti del circo e ai portavoce del nostro Comitato, era presente un folto pubblico diviso tra chi è a favore del circo con gli animali e chi è a favore del circo senza animali. Peccato che degli animali si sia parlato pochissimo e per inciso. Tutta la discussione è stata focalizzata sui permessi, sul rispetto delle normative, sull’impossibilità di poter “fare qualcosa”. Peccato perché un’occasione di confronto e dibattito democratico e costruttivo si è trasformata in un ammasso di luoghi comuni. Noi abbiamo provato a spiegare al Sindaco che, per quanto vi sia una normativa a livello nazionale che, per ora, legittima l’esercizio delle attività circensi con animali al seguito, in realtà egli, come organo politico che rappresenta la sua comunità ha un margine di azione (con strumenti democratici e legali che si chiamano “mozioni”). Sono decine i Comuni Italiani che si stanno impegnando per agevolare i circhi senza animali,  rendendo più difficile e di fatto quindi dissuadendo i circhi con animali dall’attendarsi sui propri territori. Dicevamo, “abbiamo provato a spiegare” perché in realtà solo a nominare la mozione che giace da mesi in attesa di essere quanto meno discussa dal Consiglio Comunale, il Sindaco si spazientiva. Neppure i Consiglieri di minoranza, promotori della mozione, sono riusciti ad avere la giusta attenzione ed è stata loro negata altresì la possibilità di leggerne il testo ai presenti (poche pagine).
A noi premeva porre l’accento sull’aspetto etico della questione. Che gli animali siano tutti nati in cattività, che vengano trattati bene, che addirittura desiderino vivere in gabbia piuttosto che nei loro habitat perché qui sono più protetti e tutelati (parole dei rappresentanti del circo), non cambia la loro triste condizione di schiavi esibiti e ridicolizzati in spettacoli triti e ritriti dove l’animale è ridotto ad oggetto. Per noi invece gli animali sono soggetti e hanno un diritto inviolabile: il diritto alla libertà. Nessuno dovrebbe nascere e vivere in catene!
Abbiamo evidenziato anche l’aspetto diseducativo, per i più piccoli, asseverato da schiere di psicologi.
Abbiamo fatto appello affinché la normativa CITES venga applicata in ogni sua parte, e  sui punti che abbiamo evidenziato e letto in sala non vi è stata possibilità di smentita.
Quando i toni della discussione sono scaduti nei soliti ritornelli e addirittura siamo stati apostrofati (dal Sindaco e davanti a tutta l'assemblea) come persone con “difficoltà di comprensione”, abbiamo educatamente salutato e ce ne siamo andati.
Noi siamo per il dialogo non per gli sbeffeggiamenti gratuiti e fuori luogo. C’è ancora molta strada da fare ma, come abbiamo sottolineato e ribadito al Sindaco, il 68 % degli italiani, secondo dati Eurispes relativi al 2015, è contrario all’utilizzo (ma chiamiamolo pure sfruttamento!) degli animali nei circhi. Sono gli Uomini che danno contenuti alle leggi, non le leggi che impongono comportamenti agli Uomini. E sui circhi la direzione è ormai segnata anche a livello normativo. Vi lasciamo con una riflessione: una società egoista come quella in cui viviamo ha bisogno di imprimere nelle nuove generazioni schemi basati sulla prevaricazione del più forte sul più debole (uomo o animale che sia)? Secondo noi ha bisogno di rispetto, pace e solidarietà. 
Dall’egoismo si può guarire e anche dall’ignoranza.